Estratto SIG – Ruoli privacy dell’operatore pubblicitario

 In Editoriale - Rss, Puntate 2019 - Rss
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Torniamo sul tema dell’identificazione dei ruoli soggettivi privacy nel contesto dell’attuazione di campagne pubblicitarie, con specifico riferimento al ruolo assunto dall’operatore pubblicitario, ingaggiato da un cliente e che realizza la campagna utilizzando anagrafiche che sono nel suo esclusivo possesso. 

Nella precedente puntata del 18 novembre si è affrontato il tema della generazione dei leads, mentre in quella del 6 maggio 2021 si è evidenziato come, facendo leva sulla tesi della “proprietà del dato”, si possa pervenire alla conclusione che l’operatore pubblicitario che utilizzi proprie anagrafiche a fini commerciali di prodotti o servizi di terzi, possa assumere il ruolo di autonomo titolare del trattamento.  Tale tesi, tuttavia, presuppone che il cliente che commissiona la campagna non interferisca in alcun modo sulle modalità di gestione della stessa. Di conseguenza, l’analisi delle reali circostanze fattuali potrebbe portare a conclusioni diverse che esaminiamo in questa tornata.

conciliarsi con questa seconda che richiede un consenso riconducibile a ciascun passaggio; ad esempio, se il riferimento alla categoria merceologica possa essere utilizzato solo per il primo passaggio ma non per i successivi, oppure se il riferimento merceologico possa anche riguardare tutti i passaggi, sebbene ciascuno di essi debba comunque essere supportato da specifico consenso. Quest’ultima ipotesi sembrerebbe di difficile gestione e scarsamente efficace nell’ottica di assicurare il controllo diretto dell’interessato sui propri dati personali.

Effetti

Sulla base della predetta ricostruzione giuridica risulta che le campagne pubblicitarie basate sull’utilizzo di dati personali di potenziali clienti che sono nella esclusiva disponibilità di terzi sollevano interrogativi e attenzioni sulla verifica di legittimità d’uso dei dati per l’intero flusso della filiera.

Calando le conclusioni giuridiche sulle prassi di mercato sembrano inevitabili le seguenti osservazioni:

  • il flusso di dati a fini marketing consistente in 
    • un list editor che raccoglie i dati ed i consensi, 
    • un list broker che li acquisisce per cederli a sua volta a
    • un cliente finale per l’effettuazione di una campagna

presenta criticità difficilmente risolvibili, eccettuato il caso in cui i due cessionari della filiera siano già noti al list editor sin dal momento della raccolta originaria, in modo da poter essere menzionati nominativamente ed ottenere dall’interessato un consenso specifico per ciascun passaggio

  • la separazione imprenditoriale list editor/list broker potrebbe essere destinata a contrarsi significativamente a causa della necessità di concepire modelli di business fondati su un unico passaggio di dati
  • la possibilità di disporre di significativi quantitativi di anagrafiche potrebbe richiedere il ricorso a una molteplicità di fonti, incrementando il ruolo di meri intermediari che, agendo per conto del cliente, interagiscono tra il committente della campagna e le diverse fonti di dati
  • è presumibile che si assista al consolidamento di rapporti fidelizzati, per la fornitura dati ad hoc per specifiche iniziative di marketing.

Rosario Imperiali d’Afflitto

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